ALLORA,

migliaia e migliaia di giovani voci, durante le molte "ADUNATE", cantavano:

"SOLE, che sorgi libero e giocondo,

sui nostri colli i tuoi cavalli doma:

tu non vedrai nessuna cosa al mondo,

MAGGIOR di ROMA, MAGGIOR di ROMA!

 

Dopo tanti anni ,in un libro smesso da uno studente,  ho scoperto che la strofa riecheggia quella scritta da Orazio duemila anni fa circa.

Nessuna meraviglia in quanto il fascismo voleva risuscitare la grandezza (e la miseria) di Roma , se non altro negli INNI. Ed il paroliere non ha compiuto un PLAGIO ma un SACCHEGGIO vero e proprio!

Ecco la strofa del CARMEN  SAECULARE di Orazio:

"….

Alme sol, curru nitido diem qui

 promis et celas aliusque et idem

nasceris, possis nihil urbe Roma

    visere maius!…"

(SOLE  divino, che apri e chiudi il giorno

con l’aureo carro e sempre uguale e nuovo

sorgi, deh NULLA  mai veder tu possa

MAGGIOR DI ROMA!)

 

E così, da un vecchio libro di latino, un POST che, penso, farà rivivere in qualche visitatore, gli anni della gioventù.

 

Buona giornata, nedda

 

 

 

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