NICOLETTA e la poesia

Sull'inserto di un noto quotidiano, di qualche settimana fa, ho trovato pubblicata la poesia inviata da Nicoletta, 8 anni.

La bimba chiede al redattore: perché oggi non ascoltiamo piùl  la voce della natura che è bellissima? e fa seguire la sua poesia. Il redattore l'ha pubblicata in via eccezionale  ed io la riscrivo per voi.

"Tic, toc, tac

la pioggia scende già

con un gran ticchettio

e  un dolce rumorio.

E' l'orchestra dell'autunno

con il diverso rumorio

di tanti suonatori:

il vento chitarrista,

la pioggia batterista,

le foglie le cantanti.

E' un lungo concerto

di grandi suonatori

che dà all'autunno

il nome di stagione

davvero musicale."

Secondo me è un vero gioiellino. Potrebbe ispirare un cantautore vero e proprio.

felice notte da

nonna nedda

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2 risposte a NICOLETTA e la poesia

  1. anonimo ha detto:

    Cara Nonna Nedda
    veramente bella questa poesia, brava Nicoletta. I grandi talenti della musica hanno preso ispirazione proprio dalla natura, la musica è intorno a noi basti pensare alle quattro stagioni di Vivaldi e ascoltarle con gli occhi chiusi sembra veramente di sentire l'acqua che cade e il vento che mormora, l'arte che sia musica, poesia, pittura è il materializzarsi dei sentimenti e oggi ne abbiamo un gran bisogno.
    Con Affetto Anna Lisa

  2. anonimo ha detto:

    Grazie, annalisa , del commento.
    La scuola può fare molto per invogliare gli scolari ad ascoltare le voci della natura. Si può fare un gioco,scegliere il soggetto, il vento, l'acqua ecc., chiudere gli occhi ed ascoltare il suono che uno scolaro produce, poi indovinare il nome dell'animale o della  cosa che  l'ha prodotto, anche il…chicchirichì, del gallo…riconoscerlo e…riprodurlo, che bella scuola!
    Si possono imitare i suoni della pioggia del vento, dell'albero che stormisce, sussurra, geme, dell' acqua (facile da riprodurre in classe, una bottiglia d'acqua e recipienti di fortuna) ed altro ancora. Invitate gli scolari a considerarsi foglie in balia del vento, fateli imitare la foglia che vola e poi cade, coinvolgete in questa attività gioiosa tutta la persona dello scolaro, testa, busto, braccia , gambe ricordatevi che ogni parola nuova si impara con facilità se è supportata dal movimento, dalla drammatizzazione. Tutto può essere visto come "dramma", anche uno scolaro che ha perso il telefonino.. o il cioccolatino che si squaglia nella tasca del grembiule, può essere un dramma!
     Chiudo con l'augurio di felice notte.
    nonna nedda

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