FACCETTA NERA

Al tempo della "gloriosa" aggressione dell'italia in abissinia, le camicie nere cantavano le loro canzoni create ad hoc, cioè per ….spiegare i motivi della guerra e, come ora i giovanissimi

cantano tutto ciò che capita, anche allora cantavamo , solo per essere a la page, cioè dentro il branco, quello  che sentivamo cantare nelle strade.

Una canzone era "faccetta nera"e recitava:

Faccetta nera, bell'abissina,

aspetta e spera che già l'ora s'avvicina,

quando saremo vicino a te,

noi ti daremo un'altro duce e un altro re….

Sulla stessa melodia , gli studenti, forse per vendetta, avevano adattato la canzone ad una prof che dimorava al grand hotel della cittadina (rovereto) poiché veniva dalla sicilia, ed al grand hotel alloggiavano  anche gli ufficialetti di stanza in città. La prof era sulla quarantina, né bella, né brutta ma con molti peli superflui sul viso. All'epoca questa peluria era comune nelle donne non sposate che rimediavano…rasandosi quotidianamente o portando una fitta veletta. All'epoca non c'erano prodotti depilatori e di depilazione radicale non si sapeva nulla.

 Ecco la versione studentesca della prima strofa della canzone:

Faccia pelosa, della sicilia,

aspetta e spera che i tenenti si avvicinino,

quando saranno vicino a te,

ti scambieran per una scimmia del tigré.

Il tigré era,  e certo lo è  ancora, una regione dell'abissinia ( che ora si chiama etiopia).

Ecco un pezzetto di storia che sui libri non c'è!

Data l'ora, auguro ai visitor una felice notte.

nonna nedda

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5 risposte a FACCETTA NERA

  1. anonimo ha detto:

    ciao mamma
    hai davvero una buona memoria
    sabato vengo, in treno
    magari si mangia dalle suore
    è più comodo
    poi ti facco sapere se viene anche Angela,
    la mia amica
    a presto
    Mari

  2. brunamaria ha detto:

    Buona festa dell'immacolata, cara Nedda. Rivolgerò a Maria una preghiera per tutti gli amici Blogger. Ciaooooooooooooooooooo camica mia

  3. Darthy ha detto:

    Che bel post! Queste "curiosità" storiche sono interessantissime!

  4. anonimo ha detto:

    Cara brunamaria, amica cara, ti ringrazio della preghierina per noi blogger.

    Cara darthy, grazie del commento. Se non ne facciamo noi nonagenari memoria del passato, chi la farà? Molti non ci stanno più colla testa e certi non parlano e non scrivono perché pensano che i giovani non vogliano ascoltare. Io invece penso che ci sarà sempre qualcuno che  ascolta volentieri storie del tempo passato, spesso assai più interessanti di quelle che sono nei libri, e , spesso , più veritiere. Il pc, lo ripeto per chi non lo sa, è un grande amico di anziani e di…vegliardi come me.
    Fatto il primo passo, dopo sarete felici di aver raccolto il suggerimento di nonna nedda, le storie torneranno alla memoria e con poca fatica potrete renderle visibili. Prendersi tutto il tempo che serve, adagio, adagio, una pagina o mezza pagine al giorno, in pochi mesi avrete abbastanza materiale da di  comporre un libro, ecco, cari amici anziani, un bellissimo ed inusuale regalo di Natale che preparerete nel corso dell'anno per i piccoli e per i grandi che voi amate .
    Giorni fa ho sentito un o studioso di non so che, metteva sull'accento sul fatto che ciscuno di noi deve lasciare traccia della sua esistenza, sia pure aver piantato un albero che ora dà frutti ed ombra o altre azioni che, prima o poi verranno alla luce e faranno conoscere di voi il volto che spesso è rimasto in ombra.
    Buo fine settimana da
    nonna nedda

  5. anonimo ha detto:

    Cara nonna nedda (nonna come me),
    felice Natale! Oggi ti ho scoperta e prometto di venirti ancora a trovare. Io sono milanese e, oltre che di letture a voce alta e di nipotini, mi occupo di dialetto meneghino, come vedrai dal mio sito. Circa le maestre "coi baffi" il tuo ricordo ne ha suscitato uno anche mio..la mia maestra di quinta elementare aveva i baffi ma era un gran maestra che non ho mai dimednticato. Per ora un bacione, perchè debbo scappare per un nuovo pranzo con Eli e Ale..i miei nipotini di 6 e 8 anni.
    tua nonna Angela

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