Pensando a Yara, all’attenzione dei Carabinieri di Brembate di Sopra

Decine d'anni fa fu sequestrato Cesare Casella, un giovane di 17 anni, tornò a casa dopo DUE ANNI trascorsi in una grotta dell'Aspromonte: fu decisiva l'azione intrapresa dalla madre che si recò in Calabria, si legò a un cancello di un paese dell'Aspromonte di cui non ricordo il nome, raccolse firme di solidarietà dalle donne del luogo, riuscì a smuovere le acque , dopo tanto tempo di ricerche al rallentatore, infine si creò , colla presenza di molte forze dell'ordine, una situazione non gradita a coloro che avevano bisogno di tranquillità per i loro loschi affari. I sequestratori furono "consigliati" di chiudere il sequestro e Cesare fu rimesso in libertà.

Durante la lunga prigionia , Cesare , legato e, credo, senza possibilità di vedere, fece attenzione a registrare ogni voce o suono che arrivavano  ai suoi orecchi, così, dopo la liberazione, guidò le forze dell'ordine alla ricerca ed al ritrovamento della spelonca in cui aveva passato due annI.

Sono una bisnonna di 90 anni che piange coi genitori ed i fratellini di Yara e ho scritto di Cesare Casella perché penso che Yara vive, in balia dei suoi sequestratori, forse non è lontana dalla sua casa vorrei, se mai sarà possibile, che una macchina delle forze dell'ordine, passasse per le vie della città di Gambirate con un messaggio dei genitori o di altri, che raccomandano a Yara di stare attenta ai suoni di voci umane, voci di animali, clacson di automobili, di apparecchi  vari, di ascensori, di motori, di treni, questo per far sapere a Yara che le ricerche sono sempre più serrate, deve aver coraggio e speranza di essere presto libera.Chi la tiene prigioniero si sentirà braccato e prima o poi farà un passo falso e voi potrete bloccarlo.

Quanto ho scritto, vi prego, non consideratelo frutto di una vecchiaia che vaneggia, magari vi farà sorridere, va bene, però dopo prendete in esame il mio suggerimento. Se le cose stanno come penso  io, chi ha sequestrato Yara, se ne sta in casa sua, sicuro che, passato un primo periodo di forte pressione, sopravvenga la stanchezza e lo scoraggiamento, allora potrà procedere sicuro all'eventuale trasferimento di Yara in altro luogo.

Grata a chi si è prodigato e si prodiga tuttora con generosità per il ritrovamento di Yara, saluto con stima.

Nedda Gottardi

Vivo attualmente a Pisa, ospite delle Figlie di Nazareth,

telefono 050 502245

e-mail:  nedda.gottardi@yahoo.it

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Una risposta a Pensando a Yara, all’attenzione dei Carabinieri di Brembate di Sopra

  1. anonimo ha detto:

    Cara Nonna Nedda
    mi unisco in modo corale alla tua riflessione, e spero che Yara possa ritornare presto a casa all'affetto dei suoi cari.
    Un abbraccio e buona notte Anna Lisa

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