Da REGIONE a REGIONE…

Un vocabolo

della nostra lingua italiana, da REGIONE a REGIONE viene usato con diverso significato,d ipende dalle situazioni in cui hanno  vissuto le varie comunità ed è pacifico che la PAROLA viene a formarsi al seguito di nuove  idee e dei fatti accaduti. dei personaggi che hanno piegato la lingua parlata a nuove fome, anche originali se tali furono loro personaggi.

Ora nei campi, sui bordi delle strade si può vedere una pianticella con foglie ovali che veramente non sono foglie ma baccelli. La pianticella ha stelo centrale ramificato pittosto legnoso, Questi baccelli ora sono quasi pronti per l'esplosione della loro bellezza. ma per ora il loro  aspetto è decisamente brutto.

Infatti se non interveniamo noi ad aprire il baccello, facendo scivolare a terra la parte grigia ed i semi , la pianta resta brutta, piano piano si secca e muore. Ma chi la conosce, separa il baccello nelle sue due parti e mette alla luce una membrana interna  luminosa  madreperlacea, sottile più della seta,bellissima. Il rametto così ripulito si mette in vasi senza acqua e rimane bello anche per anni. Nei paraggi, già territorio dello stato della chiesa tali fiori , che fiori non sono, li chiamano "medaglie del papa" mentre in altre regioni non sanno come chiamarli, al più fiore semprevedi.

E l' umilissima pianta d'appartamento che le popolane potevano far crescere anche in abitazioni con poco sole, esse la chiamavamo "erba signorile" , forse perché dava un'idea degli appartamenti dei signori, abbelliti da piante eleganti, ma in toscana, le popolane la chiamano con un nome più adatto e precisamente "erba miseria" , forse perché cresceva  anche nelle  case dove la vera miseria la faceva da padrona.

Così si spiega il significato di una battuta comica e veloce giocata sul vocabolo BOTTINO, come i toscani chiamano  il contenuto della fossa biologica che dalle mie parti i contadini chiamavano "ORO" ed in altre regioni può darsi abbia altri nomi.

Ecco la situazione  scherzosamente cinica:

Un uomo chede aiuto perche è caduto dentro la detta fossa. I  soccorritori raccolgono il suo grido d'aiuto e gli gridano a loro volta?

Chi sei? Dove sei ?

Il poveretto che si chiama Felice, grida di rimando:

Sono Felice nel bottino!

I soccorritori commentano:

Se sei felice nel bottino, stacci pure!

e se ne vanno lasciando il poveretto nei guai.

Buona serata, ricordatevi di sorridere.

nonna nedda

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4 risposte a Da REGIONE a REGIONE…

  1. anonimo ha detto:

    Un saluto e un sorriso
    Ciao
    maestra74

  2. anonimo ha detto:

    ciao, il sorriso mamma, brava! un abbraccio
    S.

  3. anonimo ha detto:

    Ciao Nonna Nedda
    spesso ci allieti con poesie in dialetto, quindi ho pensato di salutarti con una poesia della mia regione scritta da  Trilussa, che trovo così attuale per i tempi che corrono.
    Baci Anna Lisa 

    Er sorcio de città e er sorcio de campagna

     

    Un Sorcio ricco de la capitale

    invitò a pranzo un Sorcio de campagna.

    – Vedrai che bel locale,

    vedrai come se magna…

    – je disse er Sorcio ricco – Sentirai!

    Antro che le caciotte de montagna!

    Pasticci dorci, gnocchi,

    timballi fatti apposta,

    un pranzo co' li fiocchi! una cuccagna! –

    L'intessa sera, er Sorcio de campagna,

    ner traversà le sale

    intravidde 'na trappola anniscosta;

    – Collega, – disse – cominciamo male:

    nun ce sarà pericolo che poi…?

    – Macché, nun c'è paura:

    – j'arispose l'amico – qui da noi

    ce l'hanno messe pe' cojonatura.

    In campagna, capisco, nun se scappa,

    ché se piji un pochetto de farina

    ciai la tajola pronta che t'acchiappa;

    ma qui, se rubbi, nun avrai rimproveri.

    Le trappole so' fatte pe' li micchi:1

    ce vanno drento li sorcetti poveri,

    mica ce vanno li sorcetti ricchi!

    1) Gli sciocchi.

     

  4. soresina ha detto:

    Grazie dei commenti,
    Annalisa, bella la poesia (grande Trilussa), però ne manca un pezzo o mi sbaglio? La storia deve avere una seconda parte in cui il topo campagnolo se ne torna al suo amato abituro, lasciando il compagno ricco a vedersela con tante….scarpe pronte a schiacciarlo!
    Ciao,
    nedda

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