ABBRACCI che curano

In questo post

ripeterò quello che ho già scritto in post precedente. Penso di essere di aiuto ai nuovi visitors , che non hanno tempo di scorrere l'intero corpus del blog alla ricerca dell'argomento di cui al titolo.

E scrivo anche dopo che mia figlia Lisetta, mio genero Alessio e mio figlio Stefano hanno trascorso nell'estate, una settimana a Berlino, per seguire il guru indiano che porta nel mondo la sua "Art of living", ARTE di VIVERE.

Di questi tempi in cui  la tecnologia ha fatto e fa passi da giganti anche nel campo della medicina-chirurgia, la situazione del malato è difficile perché neglo ospedali , nelle cliche, negli ambulatori si guardano e si curano i sintomi alla malattia mentre il malato ha bisogno di più UMANITA'.

la Signora indiana  coi capelli grigi che gira il mondo a portare umanissimi abbracci a coloro che soffrono, soprattutto nello spirito. Non è un medico però il calore dei suoi abbracci dona pace e quindi salute a coloro che l'avvicinano.  

Anche il metodo REIKI .l'eredità che un medico giapponese vissuto tra l'ottocento e il novecento ha lasciato al mondo oppresso dall'ansia e dalle malattie, si sta propagando a macchia d'olio in tutto il mondo , e questo metodo dà rilevanza all'opera guaritrice delle mani.

Fin da tempi antichissimi la gente ha vissuto la malattia ed una figura preminente del villaggio era il medfico.stregone  sciamano che portava al suo popolo aiuto, servendosi di erbe e dell'energia che poteva tramettere al malato, sua propria o prodotta in vari modi. Era una CERIMONIA che si potrebbe chiamare anche LITURGIA poiché si avvaleva di parole ,di gesti, di canti, di pianti, di preghiera per rassicurare il malato e per  invocare dagli  Spiriti la guartigione.

I malati che non hanno nessuno vicino al loro letto di dolore, rispetto ai malati che ricevono numerose "visite" di parenti e di amici,è svantaggiato. langue, si sente abbandonato e non aiuta la forza sanante della natura , è passivo, non trova in sé alcun stimolo e le cure portano pochi vantaggi.

Tutti noi abbiamo la capacità di dare al malato qualcosa che non ha peso e non ha prezzo, calore, umanità, AMORE.

Termino con l'augurio di buona serata.

nonna nedda

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