TEMPI passati, remoti ma non cancellati

Cra bruna maria

che scrivi con generosità e costanza sul tuo blog, 

ti ringrazio per aver postato la poesia del ragazzo ebro, scritto durante la sua prigionia nel ghetto di Varsavia.

E di avere riportata la poesia"…sotto la pioggia".

quando la sentivo accennare da qualche ragazza della mia età (che possedeva un apparecchio radio), mi piaceva. Era così vera! Cosa vorresti dir, cosa vorresti far, se l'acqua nelle scarpe fa cic-ciac…". Molti di noi avevano la suola delle scarpe bucata e la pioggia le inzuppava e quel cic-ciac lo conoscevamo per esperienza.

Ora credo che nessuno, a parte qualche homeless, abbia le scarpe bucate e quel cic- ciac è solo un lontano ricordo.non si sente più!

Non per questo la gente è più felice!

Ciao, ricarmbio i tuoi calorosi abbracci.

nedda

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