CERTALDO

CERTALDO
è un bellissimo borgo toscano dove è sepolto il grande novellatore e fustigatore dei religiosi del suo tempo, Giovanni Boccaccio
Il suo capolavoro è il DECAMERONE che all’epoca dei miei studi era all’indice, cioè ne era vietata la lettura ai cattolici “disciplinati”, pena peccato mortale. E perché?
Il libro mette in berlina l’ipocrisia di preti , frati e monache , perché ne rivela i vizi, sopratutto di natura sessuale.
Sono contenta di aver conosciuto il Decamerone in età adulta perché prima, senza esperienze di vita personali, non ci avrei capito granché.e quindi non mi sarei divertita leggendo le Novelle perché mi mancava la…cognizione di causa..
La vis comica che si trova nel Decamerone non ha perduto la sua forza dopo nove secoli.
Chi non l’ha mai letto, se lo procuri, è un antidoto contro la noia o lo sconforto!
E poi, dopo letto, o prima ancora di leggerlo, visitate Certaldo che vmantiene tutte le caratteristiche medioevali, sta come fuori dal tempo, e vi PARLERA’ di Giovanni , vi sembrerà di vederlo apparire in uno dei vicoletti erti del borgo, o far capolino da una finestrella,o fuori dalle mura, dove c’è tanto sole.
PER incorniciare il borgo, riporto parte di una lettera che il Boccaccio scrisse ad un amico letterato sul finire della sua vita “pubblica”, vi sembrerà scritta da una persona vivente nella nostra epoca.

“…….Io, secondo il mio proponimento del quale vi ragionai, sono tornato a Certaldo, e qui con troppo meno difficoltà che non estimava di potere, a confortare la mia vita, e comincioronmi già i grossi panni a piacere e le contadine vivande: e il non vedere le ambizioni e le spiacevolezze e i fastidi dei nostri cittadini mi è di tanta consolazione nell’anima, che se io potessi fare senza udirne cosa alcuna, credo che il mio riposo crescerebbe assai.
In iscambio dei solleciti avvolgimenti e continui dei cittadini, veggio campi, colli et alberi di fronde e di fiori varii rivestiti, cose semplicemente dalla natura prodotte, dove, ne’ cittadini sono tutti atti fittizi; odo cantare gli usignoli e gli altri uccelli con non minor diletto, che fosse già la noia di udire tutto il dì gl’inganni e le dislealtà dei cittadini nostri.
e con i miei libriccioli quante volte me ne viene, senza alcun impaccio posso liberamente ragionare……….=

Vi siete affaticati a leggere la nostra lingua ancora fanciulla?

Se qualche visitor non ha capito tutto il discorso di Giovanni, me lo dica e lo riscriverò in forma moderna.

Buona serata da
nonna nedda

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