Un asinello per Nedda.

dsc09857Cara mamma, una volta hai espresso il desiderio di andare a spasso con un asinello, per dare gioia ai bambini. Cito dal libro “Il piccolo principe”: tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma solo pochi se ne ricordano. Ecco, tu non l’hai dimenticato e per questo oggi ti mando questa foto dell’asinello, per la tua gioia.

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Gabrio, un figlio di Nedda scrive

Vedo quanta verità ha animato la mia mamma. Immagino nonna Nedda felice che questo spazio mediatico contemporaneo, dove a quasi novant’anni lei si esprimeva, sia sempre usato per comunicare con altri. La mia idea per uno sviluppo di questa possibilità è di creare una raccolta di racconti e poesie da pubblicare quando è pronta. 

Invito gli Amici di Nedda a segnalare la loro disponibilità commentando.

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Un anno

Oggi finisce il primo anno da che Nedda non c’è più.

Il ricordo, però, non finisce, e lì lei è ancora

una grande donna, e madre.

 

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Due gatti

Due gatti

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Grazie

Grazie a tutti delle bellissime parole
sono sicura che, in qualche modo, le ha sentite
e che sarete sempre per lei una cosa bella
come lei lo è stata per voi

Maria Angela
la quinta figlia

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L’ultimo viaggio di Nedda

Nedda, sempre pronta a viaggiare e a fare nuove esperienze
questo pomeriggio è partita per il suo ultimo viaggio.
Vi lascia, amiche e amici, i suoi cari saluti

I figli di Nonna Nedda

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SPOSI nell’OTTOCENTO, sposi del NOVECENTO -naturalmente per la rubrica SOTTOVOCE.

Quando
ero maestrina in Alto Adige, trovai, assieme a Maria Rosa, fresca di anni e di “nomina” come me,grande benevola ospitalità da parte di una collega che era prossima a lasciare l’insegnamento per raggiunti limiti di età. Si chiamava Maria Merlo, non sposata, era felice di godere della nostra compagnia. Lei era nata negli ultimi decenni dell’ottocento e ci raccontava fatti e persone del passato, per noi nuove anche se “antiche”
Lei , Maria, è la protagonista del post che scrissi anni fa, intitolato”Il bacio rubato”.
Lei aveva passato la prima grande guerra e di quegli anni ricordava la mancanza di cibo ma anche di più la mancanza di zucchero e di sapone.
Quando scoppiò la seconda guerra mondiale, lei fece in tempo a procurarsi una discreta scorta di zucchero e di una cassetta di sapone.
Dai suoi racconti venimmo a conoscere i componenti della sua famiglia di origine e del vasto parentado.
Raccontando venne a dirci che una sua cugina era andata sposa , in seguito lei le raccontò che lo sposo dormì con lei per quindici giorni senza pretendere alcunché, le dette così tempo per abituarsi alla sua presenza e a colmare l’abisso che separava le loro esperienze. Maria era ammirata e riconoscente per la delicatezza d’animo dimostrata dallo sposo.
Tutto il contrario fece lo sposo di una mia conoscente,I. P.che osservando la sua figliola esile, sana però delicata, dava l’impressione che un soffio l’avrebbe fatta cadere ,mi confidò:
ora i giovani si “conoscono” ben prima del matrimonio, forse è meglio così perchè dopo la “prima”, primissima notte, al mattino ero tutta dolorante e facevo fatica a camminare; come farebbe la mia figliola così delicata? e in un unico sentimento di comprensione e d’amore assolveva marito e figlia. Spose d’altri tempi!
Termino con l’augurio di buona serata .
Se mi lasciate un commento ve ne sarò grata, sarà un invito a proseguire per la mia strada!
nonna nedda

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